Nasce oggi “Resistenze Poetiche”, una pagina del sito della scuola che r-accoglie i testi poetici delle ragazze e dei ragazzi.
Perché “Resistenze Poetiche”?
Perché scrivere poesia, oggi, vuol dire sottrarsi alla logica della premialità e del risultato.
Perché la poesia può essere uno spazio altro rispetto ai temi del profitto e del mercato.
Perché qui non si giudica, tanto meno la poesia, ma si ascolta.
Perché l’atto poetico libera energie, riflessioni, sentimenti che non trovano posto altrove eppure chiedono cittadinanza.
Perché questo possa essere un momento alternativo alla produzione logica, all’obbligo della comprensione, un rifugio, parafrasando Susan Sontag, “contro l’interpretazione” razionale.
Perché si esprima il coraggio come atto fondante della poesia e la poesia come fondamento del coraggio.
Perché la poesia invita alla co-creazione di nuovi orizzonti, nuove identità, nuove socialità.
Perché la poesia è resiliente e riaffiora dove la parola è negata e umiliata, e allora irrompe come necessità di vita, come bisogno d’aria, di respiro, a leggere Marina Cvetaeva.
Perché la poesia è sutura dove c’è uno strappo – e a scuola sono molti gli strappi -, e strappo, ferita dove c’è bisogno di aprire una porta – e a scuola c’è un grande bisogno di aprire porte.
Perché scrivendo un verso si rinasce a se stessi, come intuiva Sylvia Plath, e quanto bisogno abbiamo di rinascere ogni giorno, magari nuovi, magari stupiti dal cambiamento?
Perché la poesia vede: in lei vedi te stesso e l’altro, e vedi il tempo, il passato ma soprattutto il futuro, come pare di intuire in filigrana nei materiali di Rimbaud.
Per dire l’indicibile, o almeno provarci.
Per garantire un tempo lontano dal consumo o dall’intrattenimento, per frequentare la noia, per ascoltare il silenzio, per tornare al mistero, alla contraddizione, alla complessità che ci abita.
Mi piacerebbe che questa pagina durasse, che si arricchisse di sempre nuovi contributi, che mutasse in ragione dei suoi autori, che fosse insomma viva.
Grazie a chi ha scritto e a chi, Dirigente, colleghi, studenti, mi ha consentito di fare nascere Resistenze Poetiche.
Buona poesia e buona resistenza a tutt3.
Prof A. Milazzo York
2BL
*
UN PALLONE VERSO IL CIELO
Sull’erba verde corre il sogno ardente
tra grida accese e il fremito del cuore,
un pallone che danza lieve e ardente
diventa gloria, sfida e grande onore.
Undici cuori uniti nel presente,
tra sudore, fatica e tanto ardore,
seguono verso una rete, un lampo urgente,
che accende il cielo in un boato d’amore.
È più di un gioco, è una vita che si accende,
tra gioia pura e lacrime improvvise,
è il tempo che rallenta e poi riprende.
E mentre il mondo attorno si divide,
un goal improvviso ogni voce accende,
e il sogno eterno in campo non si uccide.
Melfi Massimo
Io come la grande madre mi sento,
il mio cuor vorrebbe un bel rammento:
ad ogni passo ne perdo un frammento
e il battito va sempre più lento.
Il mio sentimento più profondo
guada il fiume che non ha ritorno,
e nel vagare nel più bel contorno
si abbandona al più eterno sonno.
Speravo nel sangue di blu colore,
perché io stesso portassi stupore
e accolto fossi con tanto fragore.
Invece non mi resta che rabbia
per quel sogno divenuto sabbia.
Ora, sono davvero in gabbia…
Andreini Francesco Pio
DOMENICA SULLA NEVE
Oggi, in alta montagna, tutto è più lento, sembra
che il tempo si sia fermato un momento.
E mentre nel mondo risuona la guerra, scende
la neve leggera che accarezza la terra.
Sembra un messaggio che invita a sperare, che
un po’ di pace possa arrivare.
Io nel frattempo resto fermo a guardare,
pensando che solo l’amore ci possa salvare.
Giulio Caudino
*
L’ALCOOL CH’È LA MUSICA
Finché le mani vagan’
s’un mare bianch’e nero
che tien’ lo core ‘ntero,
sentimenti dilagan’.
Ogni nota è goccia,
o d’acqua o di vino,
a commover’ persino
lor’ cui l’anim’ è roccia.
La sensazion’ d’ardire
‘n ogni moment’e posto
vorrei io risentire.
E a qualsiasi costo,
piuttosto che patire,
riavrò quel grezzo mosto.
Placani Tommaso
*
POESIA SULLA DIVERSITÀ
Che vastità di colori sono le persone
Un po’ come in primavera sbocciano i fiori,
Ognuno diverso dall’altro
Per carattere, pensiero ed età.
Purtroppo avvolte si perde questa diversità,
Finiamo per diventare tutti uguali,
Allora tutto diventa banale e scontato
Come un prato verde senza fiori.
In quel momento ad ogni persona sarà data la
possibilità di sbocciare
E mostrare al mondo intero l’intensità del suo
colore.
Anonimo
*
LA MIA STONATA MELODIA
Sono la pioggia dei cuori infranti
e di una cara terapia.
Che dona con nostalgia
per il dolore del ritorno.
Romantica e profonda.
Sono una stella che aspetta,
ed è cambiata aspettando.
Una lentiggine in un volto
unico.
Sono la luna che ammira,
in silenzio e da lontano.
Che non chiede di essere accettata
se stessa le basta:
luce evidente e verità nascosta.
Io, sono un’emozione
nel boulevard della mia anima,
una stonata melodia
che dà forma
alla mia vita.
Mares Maria Elena
*
FUORI DALLA FINESTRA
Non ce la faccio più a stare qui seduto,
lo zaino pesa e il tempo sembra perduto.
Fuori c’è il sole e io sto qui a guardare,
mentre la voglia di studiare scompare.
Voglio solo l’estate il sole e il mare,
e non avere più niente da studiare.
Solo il rumore del vento e stare fuori,
senza libri, compiti e i professori.
Morandini Valerio
*
SONO
NON SONO TUTTI.
Non sono.
Non sono l’eco stanco di nomi già detti.
Non sono.
Non sono il dolore che mi ha rotto,
sono la luce che mi ha dato per andare avanti.
Non sono.
Sono un battito che diventa respiro.
Sono uno schiaffo che diventa abbraccio.
Sono un urlo che diventa un pianto.
Sono un elogio funebre che diventa una proposta d’amore.
Sono un addio che diventa un per sempre.
Emma Parodi
*
LA NOTTE
La notte sa il mio nome e lo sussurra piano
tra i vetri freddi e i sogni non finiti
cammina accanto a me, tiene la mano
ai pensieri che restano smarriti.
Ha il passo lento di chi non vuole svegliare
le ferite che dormono appena
e negli angoli scuri lascia galleggiare
una luce sottile, quasi pena.
Ogni stella è un ricordo che non ritorna,
brilla distante, ma non consola,
come una voce che chiama e poi si storna.
E io resto qui, dove il tempo si isola
a raccogliere ciò che la notte adorna:
una malinconia che tace e desola.
*
CIELO
Guardo il cielo mi sento diverso
non è più lo stesso,
troppi attimi che ora ho perso
odio arrivare terzo
perché sembra tutto spento
e io non lo sopporto,
sono in mezzo al mare
ma senza un porto.
Sotto il cielo sono esposto,
pare una cosa stupida,
sotto una potente luce buia
sento il peso dell’aspettativa
che mi giudica
e che io non rispetto
perché forse non c’è nesso
o se usassi un po’ di senno
potrei trovarne un senso,
ma questo cielo non è più lo stesso
Filippo Di Vara
*
Chissà dove…
Stando al tavolo seduto
scrivo, guardo, penso e mi stufo;
mi perdo e mi ritrovo
cercando un futuro
immaginando e spaziando
in un posto sicuro;
vago per i miei pensieri
a trovare una risposta
cercando di capire
tutto ciò che mi sconforta;
elaboro e rielaboro
capendo molte cose
sembrando però agli altri
di stare chissà dove…
Anonimo
*
IPOCRISIA
Nel chiasso odierno vaga una piccola illusione,
in un mondo vestito di falso e brutte maniere,
sotto il sottile velo splende la finzione,
dove ormai è assodato che si debba temere.
Si sentono parole piene di morale, ma dentro sono vuote, prive di radice
e purtroppo a tutti questo si addice.
E il grigiore corre per le strade del mondo,
chi sotto bombe, chi schiavo del soldo,
con sorrisi in volto, ma gelo nel petto,
c’è chi si nasconde dietro un sogno nel cassetto.
E così viviamo tra maschere e bugia,
in un mondo deforme, uno specchio di ipocrisia.
Mattia Bonetti
QUALCOSA IN MENO
Oggi ho visto un
bambino.
Giocava al parco,
sorrideva con gli amici,
era spensierato
e felice.
Le responsabilità non l’hanno ancora
consumato.
Osservandolo lo invidiavo.
Invidiavo vedere qualcuno
così felice,
così pieno di energia.
Tutto ciò che io ho perso,
o che mi è stato preso.
Ma osservandolo meglio
quel bambino ero
io.
Sono sicuro che qualcosa
mi è stato tolto,
ma da chi ancora
non lo so.
Oggi, 21 marzo
Oggi d’un dì festoso, noi il silenzio
raccogliamo, con esso il rumore,
d’una festa che poco ha d’equinozio
e al contrario pullula di terrore.
D’un biondo parrucchino è or sto mondo
e sempre meno del popolo sovrano,
oggi verso un destino tremendo
e di sciacalli menzogneri in mano.
Riecheggiano bombe “democratiche”,
risuonano promesse millenarie,
periscono Gazawi e Persiani.
E noi qui nella nostra bolla stiamo,
persi in più rilevanti affari,
in ignavi boschi referendari.
Riccardo Guerra
*
IL CERVO NEL GHIACCIO
Scuro di bosco, freddo di freezer,
il cervo ti fissa, non è per i deboli.
Un sorso d’erbe, un colpo nel petto,
l’amaro che scende, l’effetto è diretto.
Anonimo
*
OMBRE DI SETA
Due lanterne nel buio profondo
osservano attente tutto il mondo.
Un balzo leggero, un soffice salto,
il re della casa guarda dall’alto.
Niente rumore, solo un respiro,
mentre la coda fa un breve giro.
Un’ombra che danza, un balzo nel blu,
dove finisce il sogno ci sei solo tu.
Sogna di cacce tra l’erba del prato,
un piccolo re dal passo felpato.
Tra un “miao” e un agguato, con grazia infinita,
riempie di musica tutta la vita.
Alexander Salcedo
*
PRIMAVERA DI SOLE
La primavera sussurra tra i rami sottili
e sveglia piano i colori nascosti.
L’aria si riempie di luce nuova.
Tra l’erba incontro un piccolo sole bianco rimasto vicino
alla terra, una margherita,
e nel suo silenzio quieto
ritrovo anch’io il coraggio pacato di rinascere.
Anonimo
*
PRIMAVERA
È difficile scrivere poesie,
quando manca l’ispirazione.
Ma poi guardo fuori e non
posso non lodare di questa stagione
la bellezza e il calore.
E mentre la guardo felice,
mi rammento anche
dei giorni trascorsi, ormai perduti,
e della loro calma rumorosa,
fatta di vento e foglie cadute.
Così, pensando ai giorni caldi tanto attesi,
saluto la stagione silenziosa invernale,
che rivedrò fra otto mesi.
Anonimo
4CLSU
*
Leggo un libro di storia,
il novecento è la più vicina memoria.
Non esiste libertà.
Non esiste umanità.
Non si sa la verità.
Ma ecco il salvatore!
Delle costituzioni è il fondatore
e dell’uguaglianza il portatore.
Nasce l’unione
la sovranazione
tace la ribellione
Accendo la tv e guardo una trasmissione,
il novecento è seppellito dall’innovazione.
Non esiste libertà.
Non esiste umanità.
Ma si sa la verità.
Ed ecco il salvatore!
Delle costituzioni è l’infamatore,
dell’uguaglianza il distruttore
e del sangue il portatore.
Muore l’unione
la sovranazione,
ma tace ancora la ribellione
Iris Barbanti
*
Le foglie cadono senza fare rumore,
come pensieri che perdi senza accorgertene,
gli altri sembrano più stanchi e spogli
ma in un modo che non è triste davvero.
Il cielo è grigio e basso,
ma ha qualcosa di calmo
come se ti dicesse di rallentare
anche quando hai mille cose in testa.
Forse l’autunno non è una fine,
ma una pausa strana in cui
impari a lasciare andare
senza fare troppo rumore.
Anonimo
*
Ricchezza, fama, potere;
l’unico obiettivo: vincere.
Raggiungere, guadagnare rende
felici, consumare e utilizzare il prossimo
sono solo dei mezzi senza forma.
Produrre e riprodurre senza sosta
non lasciare spazio a niente neanche a
te stesso, il meccanismo funziona così
e vuole così, quindi lo devi volere
anche tu
Anonimo
*
Libertà
La sensazione di poter autodeterminarsi
il vento fra i capelli
la possibilità di dire e
fare quello che si vuole
Colei che spesso viene negata
prigioniera degli uomini e
schiava dei loro ideali
Spesso vittima di scelte sbagliate
spesso complice dei sogni
di chi la vuole possedere
Ma lei stessa possiede dei sogni
che nessuno le può negare
che tutti dovrebbero possedere
e che nessuno può negare
Anonimo
*
Mentre il mondo scorre fuori
io misuro il vuoto
con passi lenti
tra i muri di questa stanza.
Resto immobile
e il tempo mi scava dentro,
lasciandomi prigioniera
di un’ombra senza voce
Anonimo
*
La notte arriva silenziosa
e resto sveglia
a guardare il cielo.
Ci sono un sacco di stelle,
tutte lontane.
Resto lì in silenzio
a pensare
dominata dalla malinconia
che sovrasta la notte
Il silenzio,
domina la stanza
e il cielo si illumina
grazie al brillio delle stelle.
Anonimo
*
Ti ho incontrato tra le onde di passaggio
in un luogo che non appartiene a nessuno dove i giorni hanno il colore del sole
e le promesse non hanno radici.
Era tutto troppo… wow
il mare ci teneva sospesi.
Ma le vacanze finiscono,
e il wow resta indietro,
come una canzone che non smette di suonarti in testa.
Però ora l’ho capito
certe storie
non nascono per durare,
me per farti dire, anche dopo anni:
“è stato tutto wow”
Anonimo
*
Sul cuscino stai tranquilla,
sdraiata senza pensieri,
mi guardi piano piano.
Ti allunghi senza fretta
Non ti importa di niente,
stai al caldo e riposi serenamente.
La coda si muove piano,
le zampe escono dalla cuccia
sei davvero (…) solo stando lì
e forse hai ragione
senza fare niente
la vita tua è più bella
quando mi ritrovo con te
Anonimo
*
LA MIA CAMERA
La mia camera è un piccolo mondo
dove il silenzio non è mai profondo
Tra muri che ascoltano ogni pensiero,
nascondi ciò che non dico davvero
Il letto conosce sogni e paure,
le notti lunghe e le albe più pure
La luce entra piano dalla finestra
e accarezza ogni cosa,
a sinistra e a destra.
Anonimo
*
LO SQUARCIO E LA LUNA
Ho un vuoto dentro che mi mangia viva,
una marea che resta, che non arriva a riva
Siamo io, i ricordi e le ore passate,
le nostre parole mai dimenticate.
Eri il mio ossigeno, il mio posto sicuro,
l’unico raggio nel mio momento più buio.
Oggi ogni cosa mi parla di te,
ma mai mi ricordo che tu non sei qui con me.
Ti amo e ti odio, è un arco infinito
perché sei tu, ma mi hai solo ferito.
Potevi restare, ascoltare, capire
invece hai scelto di lasciarmi morire.
Mi manca chi eravamo, ma ancora di più
quello che non saremo io e tu.
Eppure ti giuro se avessi un bisogno,
io ci sarò, oltre ogni mio sogno.
Lo squarcio che ho ha inciso il tuo nome,
Non serve spiegare il perché né il come.
La porta è aperta, la chiave è nel mio cuore, fino alla luna e ritorno, amore.
Anonimo
*
ESSERE ULTIMO
Tutti quanti,
sempre insieme agli amici,
ma in fin dei conti,
sei sempre l’ultima opinione.
Sempre tutti in prima posizione,
mentre tu rimani indietro
senza una vera ambizione.
La paura di perderti
perché resti sempre dietro a camminare, sempre l’ultimo a sapere,
sempre l’ultimo.
Eppure sei sempre il primo
quando si tratta
di essere lasciato solo.
Dove sono tutti,
quando non hanno bisogno
di aiuto o compassione?
Dove sono tutti
quando si tratta di sceglierti davvero?
Sono sempre davanti a te,
sempre un passo avanti,
impossibili da raggiungere
mentre tu resti li
a guardarli andare via.
Anonimo
*
Quando torno in Egitto
Vivo in Italia tra scuola e abitudini,
giorni che scorrono sempre uguali,
ma appena torno in Egitto
è come se cambiasse tutto.
Appena scendo dall’aereo
mi prende quel caldo forte,
l’aria diversa, più viva
che mi dice “sei arrivato”.
Le strade sono piene di rumore,
clacson, gente, movimento,
ma a me non dà fastidio,
è il suono del posto.
Il Nilo scorre lento e tranquillo
in mezzo al caos e
la sera le città si accendono di luci, voci e risate.
lo li sto libero, più leggero
come se una parte di me si svegliasse proprio lì.
Rivedo le stesse persone, posti ed emozioni ma tutto sembra nuovo, poi torno in
Italia
ma con dentro l’energia che solo l’Egitto dà.
Non è solo un paese o una vacanza.
È un posto un dove capisco davvero
una parte di chi sono
Helal Abd El Halim
*
I tuoni gridano nel cielo nero
come se qualcuno lassù fosse arrabbiato davvero
E i lampi spaccano il buio in due
E poi spariscono come se niente fosse
Sto alla finestra a guardare questo caos
Il vento che urla, la pioggia sbatte contro il vetro
E penso a quanto sia enorme il mondo
E a quanto io sia piccolo in fondo
E mentre il cielo continua a brillare
A tremare resto lì fermo, senza guardare
Resto solo a guardare quei lampi
e quei tuoni come se fossero vivi.
Anonimo
Was I raised a soldier?
Watch me lead an army and free my people
Watch me spill blood on the ground
Watch me sacrifice everything
Believe me, I could do it
I have enough rage in my heart
But the peace I so desperately crave
I can not have it
When I come home, and remove my armor
what do I have left?
How come nobody has taught me to be gentle?
I only know how to burn fields and tear down buildings
How come nobody has taught me to be patient?
My soul rots while waiting for a flower to bloom
Because I hate to wait
and wait
and stand there
How come nobody has taught me to rest?
I have to sit through the waiting
There is no way out
How come nobody has taught me to forgive?
I can not drop the sword, can not raise white flag
Was I raised a soldier?
A slave to freedom
I want to lie down for the rest of my days
but that sounds like giving up
That is when I start fighting again
Amy Rose Aboudeeb
Sono cresciuta come un soldato?
Guardami dirigere un esercito e liberare il mio popolo
Guardami versare sangue al suolo
Guardami sacrificare tutto
Credimi, potrei farlo
Ho abbastanza rabbia nel mio cuore
Ma la pace che desidero così disperatamente
non posso averla
Quando torno a casa, e rimuovo l’armatura
cosa mi rimane?
Come mai nessuno mi ha insegnato ad essere delicata?
So solo come incendiare campi e buttar giù palazzi
Come mai nessuno mi ha insegnato ad essere paziente?
La mia anima deteriora mentre aspetto che un fiore sbocci
perché odio aspettare
e aspettare
e starmene lì
Come mai nessuno mi ha insegnato a riposare?
Devo tollerare l’attesa
Non c’è via d’uscita
Come mai nessuno mi ha insegnato a perdonare?
Non posso lasciare la spada, non posso alzare bandiera bianca
Sono cresciuta come un soldato?
Una schiava della libertà
Voglio stendermi per il resto dei miei giorni
ma questo sarebbe arrendermi
Questo è il momento in cui comincio a combattere di nuovo
Amy Rose Aboudeeb
5 AL
Cara famiglia, amata e temuta.
Cara famiglia, nido e buco nero.
Eri spaventosamente perfetta, come un fiore
che viene regalato in un giorno qualsiasi dell’anno, e come le stelle
che vengono desiderate da qualsiasi persona esistente.
All’improvviso sei volata via, come un fulmine
Che impallidisce e sbalordisce i suoi ammiratori,
e come una talpa che appena qualcuno cerca di afferrarla si nasconde.
A te ch’ eri tutto e ora il mio dolore più grande.
Anonimo
*
Al tuo posto ho trovato un piatto di pasta.
Fumante, sibilava parole d’odio, dicev’ un qualcosa
affocato dal pesto.
Ho provato a parlarci eppure (e tu lo sai questo)
non mi ha mai risposto.
In lavanderia, d’agosto, t’ho cercato fra gli aromi
del cesto del bucato,
vibrante t’ho cercato e ho chiesto:
‘’Mamma, è il mio turno adesso?’’
Anonimo
*
4ALSU
UN RIFUGIO TRA CARTA E INCHIOTRO
La vita è un continuo salto nel vuoto;
ogni suo secondo è prezioso.
Automi che ogni giorno vagano per le strade,
portando con sé grigiore, freddezza e apatia.
Neanche loro sanno cosa cercare;
vivono in questa costante e sola monotonia.
Poi con un gesto ogni cosa cambia
e d’improvviso il mondo è più lontano.
È bastato un dito a sfiorare la carta
per sfogliare le pagine, anche se piano.
Non sono più soltanto io, in questa stanza,
che ora più la medesima non è;
ritrovo la magia e la speranza
di chi ha un intero mondo dentro di sé.
Le pagine prendono vita e mi portano lontano
in un luogo straniero a cui ora appartengo.
Un rumore silenzioso regna sovrano,
mentre ogni riga traccia un sentiero.
Poi alzo lo sguardo e ogni cosa cessa di esistere:
i vasti paesaggi, l’immaginazione e l’allegria.
Non c’è più trama a cui poter insistere,
ciò a cui mi aggrappavo vola via.
Ma nel mio cuore custodisco ogni segreto
donandomi una serenità che non mi appartiene,
perché ogni libro è un porto lieto,
che scioglie del mondo le dure catene.
Personale scolastico
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